“Quel che ci interessa è trovare alibi e capri espiatori che giustifichino i nostri guai. Anche se sono dei disperati. Anche se le nostre coscienze, prima o poi, ci chiederanno il conto”.

Così conclude Francesco Cancellato sulle pagine on-line de LINKIESTA, il suo articolo del 6 settembre scorso in merito alla fuga dei migranti della Diciotti dai centri di accoglienza di Rocca di Papa. Per il giornalista noi italiani dobbiamo una volta per tutte prendere coscienza di essere un popolo che vive su un territorio di passaggio verso il benessere e la ricchezza, per coloro che provengono da realtà povere e martoriate, opinione che fa il paio con le accuse di razzismo nei nostri confronti da parte dell’ONU che invierà i suoi ispettori per accertare la veridicità sul presunto aumento dei casi.

Dunque vediamo: la Merkel è contro l’Italia insieme a Macron, Haftar, Oettinger, l’Olanda e tutta la tecnocrazia europea. Poi si sono aggiunti la Bechelet e l’ONU… senza contare Cancellato che è bastian contrario per default. A conti fatti mancano Topolino, zio Paperone, Paperino e Qui,Quo,Qua e poi siamo al completo. Evviva!

Il ministro degli interni dovrà prima o poi capire che minacce ed invettive contro questi dinosauri burocratici (UE, BCE, ONU, etc.) lasciano il tempo che trovano.

Siamo al ridicolo! Che però ci fa comprendere quanto sia potente il mezzo di informazione per distorcere i fatti ed orientare l’opinione pubblica. Per chi non lo avesse ancora capito, l’intento di questi signori non è quello di far cadere il governo italiano o per lo meno non adesso che una alternativa credibile latita; il vero obiettivo è quello di screditarlo fino alla fine dei suoi giorni in modo da non renderlo più elegibile, in particolar modo alle europee del prossimo maggio. E di fronte alle contestazioni dell’Onu, purtroppo, il governo, e Salvini in particolare, ha perso l’ennesima buona occasione. Il ministro degli interni dovrà prima o poi capire che minacce ed invettive contro questi dinosauri burocratici (UE, BCE, ONU, etc.) lasciano il tempo che trovano. Avrebbe fatto meglio, Salvini, ad invitare lui stesso gli ispettori in Italia attenderli all’aeroporto ed accompagnarli di persona dove volessero essere condotti, restituendo alla fine un pieno resoconto ai cittadini di quanto rilevato durante le ispezioni, perché se gli Eritrei sbarcati sulle nostre coste nel solo 2015 sono stati 36.838, come riporta Cancellato, sono diminuiti a tutto settembre 2018 di circa 9 volte, i dati del Viminale parlano di circa 4.041 unità, qualcosa di buono rispetto a quanto promesso questo governo l’ha fatto.

Conta poco quanti di loro abbiano fatto richiesta di rimanere, perché lo sappiamo bene che siamo un paese di transito, ma chi non vuol capirlo è il resto del continente. Sono d’accordo con Cancellato quando sostiene la profonda ingiustizia insita nel doversi dare alla macchia per tentare di superare i confini con Francia, Svizzera e Austria al fine di ricongiungersi con i propri cari; oppure nell’essere costretti dal trattato di Dublino a dover chiedere asilo politico in un paese dove non si vuol risiedere.

Tirando le somme significa che se in 10 anni abbiamo smaltito 150 mila clandestini, senza contare i nuovi arrivi, ci vorranno circa altri trent’anni per arrivare a un ipotetico zero. 

Ma altrettanto ingiusto mi sembra che l’Italia che negli ultimi 10 anni, lo afferma sempre Cancellato riportando il Sole 24 Ore, si sia dovuta far carico economicamente, e non solo, di 650 mila clandestini scesi poi a 491 mila. Tirando le somme significa che se in 10 anni abbiamo smaltito 150 mila clandestini, senza contare i nuovi arrivi, ci vorranno circa altri trent’anni per arrivare a un ipotetico zero. Se Cancellato è disposto ad aspettare, molti altri non lo sono. E badate bene: sto parlando di irregolari, non di richiedenti asilo o di persone legittimamente residenti nel nostro e loro paese.

È il principio di base che è sbagliato e che rende superfluo parlare di paese di transito: un transito non dura dieci anni!

Questa, caro Cancellato, è la prova regina del fatto che l’Europa ci usa da tappo per regolare i flussi in paesi come Germania, Austria, Francia etc; questa la prova regina che l’Italia è invasa per volere altrui. E poco conta la posizione geografica, visto che in seguito alle decisioni del nuovo governo, le rotte si sono spostate.

E pazienza se dovremo fare i conti con la nostra coscienza prima o dopo; preferisco la mia coscienza, al dover dar conto ai miei figli del paese che avremo lasciato loro.

Alquanto paradossale poi, che gli ispettori ONU vengano inviati in Italia che ha accolto queste persone, e continua a farlo, mentre in Francia o in Spagna gli irregolari si respingono a mano armata a Ventimiglia come a Ceuta e Melilla; così come ha dell’assurdo che Cancellato, strenuo sostenitore neanche tanto tempo fa dalle colonne del suo giornale on line degli accordi di Dublino, ora si scagli contro di essi, scaricando la responsabilità sul governo giallo-verde che invece ne richiedeva (e non si opponeva come riportato nell’articolo) la revisione. Cancellato dovrebbe schiarirsi le idee anche quando afferma che “un governo serio si farebbe carico della situazione anche solo raccontando la situazione per quel che è e ponendola come tale ai tavoli europei” perché, e sono convinto di non averlo sognato, è proprio ciò che il governo ha fatto in prima istanza ricevendo un bel due di picche dalla tecnocrazia franco-tedesca. L’atteggiamento scaturito ne è, quindi, la diretta conseguenza. Prima di garantire lo status di rifugiati e un permesso di soggiorno occorrono accordi con tutti i paesi “volenterosi” sul ricollocamento e soprattutto la definizione di tempi certi. Per meno di questo i nostri porti sono e dovranno restare off-limits.

E pazienza se dovremo fare i conti con la nostra coscienza prima o dopo; preferisco la mia coscienza, al dover dar conto ai miei figli del paese che avremo lasciato loro.

d.A.P.

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