Benedetto Figliuolo.

Vuole vaccinare 500 mila persone al giorno senza avere le dosi e rastrellando gente per la strada.

Volevate il cambio di passo? Et voilà, le jeux sont fait! Arriva il generale e tutto cambia affinché resti uguale, anzi peggio! Certo le buone intenzioni ci sono, ma si dice anche ne sia lastricata la strada per l’inferno. Dove ci troveremo tutti noi, se per l’estate la campagna di vaccinazioni non sarà ad un passo dal concludersi.

Il miglior governo possibile per uscire dalla pandemia, viaggia in silenzio. Un silenzio che però parla e si lascia interpretare in due modi. Il primo è che nessuno abbia la più pallida idea di cosa fare. Per Figliuolo, di sicuro, entro settembre avremo avuto a disposizione una fornitura totale di 151 milioni di dosi che a loro volta avranno permesso la vaccinazione dell’80% della popolazione. Questo grazie a Draghi che avrebbe già parlato con le case farmaceutiche di mezza galassia nonché con Johnson & Johnson che sta per aggiungere le sue dosi (mono) alle altre già presenti sul mercato. Ma stiamo parlando di un piano, di una previsione. Come possiamo esserne certi? Come attuarlo? Nessun problema, il generale non ha peli sulla lingua. Lui deve fare in fretta e non ha tempo per le carte o i contratti scritti … gli basta un WhatsApp! Così quando a giugno Mister Johnson & Johnson non gli invierà le dosi che gli ha whatsappato a marzo, lui gli tirerà appresso il suo smartphone! Benedetto Figliuolo, ma davvero vogliamo affrontare così la campagna vaccinale? Dichiarando in televisione da Fazio che i contratti si concludono con un WhatsApp e che occorrono più vaccini, più personale, più vaccinatori, più centri dove vaccinare? Come se non ce ne fossimo già accorti in questi mesi? E come giudicare la strategia di pianificazione quando afferma che se ci sono le classi prioritarie da vaccinare bene, altrimenti si va sulle classi vicine e chiunque passa va vaccinato? Ma uno straccio di screening, finora, il generale l’ha fatto? O forse ha intenzione di mettere tende militari in tutte le piazze e piazzette d’Italia con caporali che urlano “Vacciiiniii, prego siori venghino!”

Volevate il cambio di passo? Et voilà, le jeux sont fait! Perché il silenzio sotto il quale marcia il miglior governo possibile in tempo di pandemia, parla e si lascia interpretare. E la seconda interpretazione ci dice che sia già tutto deciso. Ci suggerisce che verremo vaccinati con il Pilometro. Lo strumento brevettato in Join Venture da Moratti, Regione Lombardia e Confindustria, che determina chi abbia diritto ad essere vaccinato prima, in base al Pil che produce. Già da qualche mese, infatti, regioni che hanno un tasso di diffusione del virus e di pressione sugli ospedali tali da costringerle in zona rossa o arancione, in alcuni casi hanno ricevuto meno dosi di vaccino rispetto ad altri territori con un tasso di pervasività del virus inferiore e una popolazione nettamente minore. In Campania, manco a dirlo, le dosi consegnate ad oggi, su un territorio che è zona rossa già da una settimana, sono 696.555 (somministrate per l’85,20%) rispetto a una popolazione di oltre 5.6 milioni di persone. Nel Lazio però sono 835,420 (somministrate per l’83,30 %) con una popolazione complessiva di poco superiore (5.7 mln di persone). Fanno 138.865 dosi in più inviate in una regione dove l’emergenza pandemica fino a ieri era minore. L’Emilia Romagna con 721.810 dosi ricevute (somministrate per l’81,60%) e una popolazione pari a 4.4 milioni di cittadini si pone di ben 25.255 dosi al di sopra della Campania, mentre il Piemonte con le sue 691.200 dosi rimane poco sotto, ma con una popolazione nettamente inferiore, pari a 4,3 milioni di persone. Venghino, allora, siore e siori alla tenda del vaccino: il pilometro ci dirà se ne avete più diritto del vostro vicino!

Benedetto Figliuolo, settembre non è lontano e le conviene far presto, perché se non dovesse raggiungersi l’80% di copertura vaccinale omogenea su tutto il territorio nazionale, allora tutti i vaccini inoculati saranno stati inutili ed al primo raffreddore saremo punto e a capo all’inferno!

d.A.P.

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