Grazie Diego.

Diego non c’è più. Ma a Napoli Diego vive, sempre. Chi era lui, noi lo sappiamo bene; gli altri vi racconteranno solo bugie. Non leggete i giornali perché scriveranno della cocaina, della camorra, del malaffare. Scriveranno che Napoli ha rovinato un talento del calcio.

Non guardate la televisione perché la solfa sarà la stessa e forse anche peggio… manderanno le immagini del gol di mano e della semifinale a Napoli contro l’Italia.

Leggere ed ascoltare queste cose per chi non è napoletano sarà la conferma dei pregiudizi del secolare lavaggio del cervello subito; per chi è napoletano sarà pura e semplice diffamazione.

Se volete conoscere chi è Diego Armando Maradona, venite a Napoli; visitatela, osservatela, vivetela. Coinvolgetevi nell’accoglienza e nella semplicità dei suoi abitanti; assaporatene il profumo regale delle piazze e popolare dei vicoli; osservatene estasiati i panorami e i paesaggi; l’arte e la cultura; il bene e il male. E poi venite allo stadio. Solo così capirete perché Diego è il più napoletano dei napoletani.

Diego è il rivoluzionario che ha permesso a Napoli di vincere la sua rivoluzione calcistica. Diego è il sovvertitore dell’ordine precostituito che oggi regna nel calcio italiano appiattendolo. Soprattutto, Diego Armando Maradona è colui che ha compreso, perché l’ha visto, il dolore di un popolo annichilito dal potere conquistatore, di una capitale spogliata della sua regalità e ridotta in schiavitù. E a questo dolore è riuscito a dare consolazione attraverso la cosa più bella che sapeva fare: giocare al calcio.

Maradona è colui che si è caricato sulle spalle il riscatto di Napoli e l’ha calcisticamente ottenuto. Maradona è colui che ha veramente amato Napoli, “Napoli non è sporca, è l’Italia che sporca Napoli” e i napoletani “Chiedono ai Napoletani di essere Italiani per una sera dopo che per 364 giorni all’anno li chiamano terroni”.

Questo è Maradona, questo è lo spirito di Napoli e dei napoletani.

Muchas gracias Diego y AD10S. Que la tierra te sea leve.

d.A.P.

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