I 300 sindaci del sud, l’ultimo baluardo contro l’orda nord-centrica.

Gradita sorpresa la decisa presa dei sindaci meridionali agli Stati Generali del Mezzogiorno.

Si è conclusa ieri la due giorni degli Stati Generali del Mezzogiorno voluta dalla ministra Carfagna. Sono stato facile profeta circa le buone intenzioni proferite dai partecipanti ai lavori, Draghi in primis, e tuttavia piacevolmente sorpreso dalla forte presa di posizione dei sindaci dei comuni meridionali. Per stessa ammissione della ministra, da parte dei primi cittadini partecipanti sono giunte esclusivamente proposte concrete e diversamente, aggiungerei, non poteva essere.

I sindaci sono l’unico e l’ultimo baluardo del Mezzogiorno affinché i soldi del Recovery Fund non vadano sprecati. In particolar modo la rete Recovery Sud ispirata dal Movimento 24 Agosto per l’Equità territoriale, che riunisce 300 sindaci meridionali e delle aree interne, si pone a garanzia di quei cittadini marchiati negli anni dall’onta della spesa (truffa) storica, costretti tanto all’emigrazione occupazionale quanto a quella sanitaria per assicurarsi un futuro e una maggiore prospettiva di vita, solo per fare un esempio. Essi sono l’unica garanzia affinché al Sud giunga il 70% del Recovery Fund e solo del Recovery Fund e certamente vigileranno sui tentativi di compromesso al 50% “misto” (tra fondi di coesione e sviluppo e Recovery) inevitabilmente proposti dall’orda nord-centrica del Partito Unico del Nord, assetato di denaro facile.

I sindaci, la garanzia. Perché sono troppi anche per l’opera di persuasione del PUN; sono troppi anche per le logiche di partito che a livello locale sono state soppiantate dalle liste civiche come segno tangibile della vicinanza alle persone e impegno concreto per la tutela dei diritti costituzionali. Sono troppi insomma, e dovranno rispondere ad un numero ancor maggiore di concittadini che certamente chiederanno loro conto del perché non si siano battuti per assicurare anche a Sud lo stesso trattamento riservato al resto d’Italia.

Non lamentazioni, dunque, ma concretezza, coerenza, capacità e professionalità difficilmente eludibili da trucchetti e giochi sporchi. E insieme una promessa che, qualora le belle parole degli esponenti di governo non si tradurranno in fatti, si tramuterà in certezza: lottare per ciò che ci spetta risvegliando le coscienze, informando i cittadini sui costanti e subdoli soprusi che patiscono, attraverso i dati, gli studi, i fatti.

Il Sud domanda e lo fa con cognizione di causa. E se a domanda non vi sarà risposta, il Sud è pronto alla protesta. Il Movimento 24 Agosto è insieme promotore e sostenitore della domanda e lo sarà ancor di più della protesta fianco a fianco con i sindaci e i loro cittadini.

d.A.P.

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