Il “primato(e)” di Bargiggia

Sapevate che sul portale www.ilprimatonazionale.it (per intenderci Casa Pound) il signor Paolo Bargiggia cura una rubrica che si chiama “Il martedì di Bargiggia”? No? Neanche io. E, per il mio fegato, sarebbe stato meglio non saperlo, ma purtroppo mi ci sono imbattuto. Nella sua ultima fatica, il barbuto militante non colorato, ha criticato Sarri, il suo gioco e le sue scelte in Napoli-Chievo di domenica scorsa. Se andate al link, troverete anche un ragionevole commento di un lettore (Michele Rossi), che tenta di riportare qualche raggio di sole nella mente a tinte bianconere del barbuto in questione. Tuttavia dubito che in quella fitta oscurità possa farsi spazio la luce e quindi io neanche ci proverò. Mi piacerebbe, però, soffermarmi sul personaggio, per capire le motivazioni di tanto astio nei confronti di Napoli e dei napoletani e così, non volendo dedicare troppo del mio prezioso tempo a questo caso umano-patologico, ho deciso di cercare in rete e ho fatto Bingo. Vi propongo un articolo di Maurizio Zaccone, “Qualcuno aiuti Bargiggia”, dell’ottobre scorso pubblicato su www.soccerillustrated.it . Leggete (tra l’altro è molto divertente) e traete le vostre conclusioni.

Io, personalmente ho concluso che il “primato” (o forse nel suo caso sarebbe più adeguato parlare di primate) di Bargiggia sta nel fatto di essere rimasto ancora impunito, nonostante le innumerevoli cazzate scritte e fatte. Il barbone è la personificazione del fatto che quando lecchi il culo ai potenti, non devi preoccuparti di niente, neanche della deontologia professionale che dovrebbe tenere a freno i tuoi istinti più beceri: perché sei protetto.

Concludendo (davvero, perché gli ho già dedicato più del dovuto) Bargiggia continua a dimostrarsi per ciò che è: un poveretto che, isolato nella sua saccenteria, tenta di attirare l’attenzione del mondo virtuale (per intenderci i social) perché in quello reale non ne trova più; e gioca fare il provocatore non avendo altri scopi nella sua insulsa vita. Un uomo frustrato dalle sue ossessioni che scarica sugli altri il suo essere senza senso.

p.s.: ricordate di leggere “Qualcuno aiuti Bargiggia”

d.A.P.

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