La “nuova stagione” del Sud è la sua condanna a morte.

A Sorrento si sdogana la questione settentrionale e si privatizza quella meridionale.

Di Paolo Nino Catileri – Redazione

Una nuova stagione attende il Sud, nella quale vedrà finalmente risolta la questione meridionale. Questa nuova stagione trova il suo punto di inizio, ben determinato, nel tempo e nello spazio: Sorrento 13 e 14 maggio 2022 Forum “Verso Sud”.

Protagonista indiscussa dello show, Mara Carfagna. Uno show per molti, ma non per tutti.

Non tutti, infatti, sanno che nel 1946 fu fondata una società con il compito di studiare e promuovere lo sviluppo del Mezzogiorno. Compito svolto sempre egregiamente, con costante monitoraggio e denunce delle problematiche economiche e sociali, redazione di dati e proposte concrete per ridurre il divario socio-economico tra le due italie (anche se in realtà ce n’è una, perché l’altra è colonia); tutto puntualmente inascoltato dai governi italiani.

Per molti ma non per tutti, si diceva…certamente non per la Svimez. La grande assente a Sorrento, perché non invitata dalla competentissima, in materia di Mezzogiorno, Mara Carfagna. Talmente competente che la Svimez non risultava neanche tra le competenze consultate; talmente competente che a sciolinare dati e prospettive a Sorrento, c’era il forum Ambrosetti che ha sede a Milano, che è famoso per il convegno annuale a Villa d’Este a Cernobbio e che si autoglorifica definendosi «tra i migliori think tank privati, tra i più indipendenti al mondo e tra i migliori in Europa».

Ma se è così, allora ben venga Ambrosetti che nel giro di tre mesi risolverà la questione meridionale, ci darà infrastrutture, welfare e servizi a go go.  Alla faccia di chi dal ’46 ad oggi ha solo chiacchierato di una immagine socio-economica del Sud migliorabile e da migliorare.

Insomma, cosa volete che sia per Ambrosetti, con tutto quello di cui si occupa, risolvere l’italico e atavico divario?  

Perché Ambrosetti da Milano ha una visione meridionalista concreta, fattiva, operosa, orgogliosa, ben distante dal meridionalismo disfattista e rivendicativo che per troppi anni ha tenuto prigioniero il Sud e ha alimentato sfiducia e rassegnazione (Mara dixit della sua visione meridionalista).

Visione talmente concreta che, per quelli del forum, il Sud è già particolarmente «qualificato» ad esempio nel campo dei servizi di assistenza alla persona. Addirittura meglio attrezzato rispetto al resto del Paese. Magari perché i giovani se ne vanno e restano gli anziani…potrebbe essere… altrimenti non si spiega poi come mai la prima area del Mediterraneo per numero di medici ogni mille abitanti debba ricorrere ad una forte emigrazione sanitaria per curare i suoi pazienti. Un segnale inequivocabile di una carenza di servizi sanitari volutamente depauperati per concentrarli altrove.

Ma noi siamo meridionalisti ottimisti e vogliamo seguire l’invito della competentissima, in materia di Mezzogiorno, Mara Carfagna. Vogliamo dimenticarci del  Sud lamentoso di ieri perché «ne sta nascendo un altro, più giusto, più moderno, più efficiente, più europeo, più collegato, capace di offrire pari diritti e pari dignità ai suoi cittadini, ma anche di attrarre investimenti nazionali e internazionali». Quel Sud che secondo Ambrosetti è già posizionato nella top 10 delle 45 aree mediterranee esaminate. E se siamo nei primi 10 di cosa ci preoccupiamo? Cosa vogliamo di più? Perché lamentarsi?

Basta seguire il progetto ambro-carfagensco che estromette la Svimez, gli atenei del territorio, che proprio la Svimez aveva indicato come centri di competenze da istituire per facilitare l’attuazione del Pnrr, le strutture del ministero che si occupano di divario economico e sociale (come l’Agenzia per la coesione) e anche le Regioni.

Valorizziamo i Comuni insomma, mettendoli in competizione tra loro con i bandi, ma stando attenti che non tutti abbiano le stesse competenze per svilupparli.

Non c’è che dire…per la Carfagna non ce la passiamo poi così male…e se poi l’ha detto anche Ambrosetti dall’alto della sua autoproclamata competenza…

Tuttavia, se davvero vogliamo ragionare e smetterla di fare dell’amaro sarcasmo, ci si accorge come inequivocabilmente la Carfagna a Sorrento abbia privatizzato la Questione Meridionale dandola in pasto a coloro che ci campano sopra e che hanno lo stesso interesse nel risolverla, quanto un topo ne ha ad avvicinarsi ad un gatto.  

Lo chiarisce Luca Bianchi, direttore della Svimez, per il quale la scelta di accantonare Svimez in luogo di Ambrosetti è il segnale che da oggi in poi del Sud se ne occuperanno altri. «A Cernobbio — ha fatto notare il direttore— il privato, cioè Ambrosetti, elabora una sua proposta e la sottopone all’attenzione del governo. A Sorrento, invece è il governo che, pur avendone la titolarità, ha appaltato al privato la strategia nazionale per il Sud».

Non fa una piega. Così come non fa una piega il giudizio di Bianchi sulla proposta di fare del Sud l’hub energetico del bacino del Mediterraneo: «Non vorrei — afferma il direttore — che oggi si dica questo solo perché siamo nel vivo di un’emergenza e perché bisogna chiudere i condizionatori. Questa è la contingenza. Dov’è invece l’idea forte per il futuro?».

A questa domanda la Carfagna e Ambrosetti non sanno rispondere per il banale fatto che un’idea forte per il futuro del Sud non è mai stata nelle loro pensieri: a Sorrento si è semplicemente sdoganata la questione settentrionale, perché a Sud, in fondo, con pizza e mandolino, va sempre tutto bene.

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