Le visioni dei visionari e i traumi dei resilienti. Due parole il cui abuso ha fatto smarrire il contatto con la realtà.

Per il governo dei migliori, visione e resilienza hanno due significati ben distinti a seconda che si riferiscano al nord o al Sud.

L’ultimo ad utilizzarla è stato Grillo nel suo post per liquidare Conte dal ruolo in pectore di guida politica dei 5 stelle. Mi riferisco alla parola visione. Per il comico, infatti, l’avvocato non ha “visione politica”. E sia! Se la sbroglieranno tra loro. Quello che mi preme invece sottolineare è come le due parole più inflazionate di questo maledetto (più di altri) periodo storico, ovvero visione e resilienza, abbiano portato il Mezzogiorno fuori dal contesto della realtà politica. Beninteso, non che prima del loro utilizzo la politica nazionale abbia fatto qualcosa di concreto per il Sud, ma se nell’ante si ragionava a malapena su interventi a partire dal presente, ora, nel post, si ragiona solo sul futuro per fotterci nel presente.   

Un esempio pratico sta nel fatto di come il governo abbia già messo ampiamente le mani avanti sul Pnrr spiegando fino alla paranoia come da solo non potrà mai garantire l’eliminazione dell’ultimo vero divario interno di un Paese europeo. E non potrebbe essere altrimenti visto che piuttosto che facilitare le zone depresse del paese concedendogli quel che del Pnrr gli spetta, il 70%, gliene passa solo il 40% riferendolo oltretutto ai soli interventi territorializzabili ed inserendoci anche il repackaging, ovvero i cosiddetti progetti sponda utili esclusivamente a spostare verso nord capitali pubblici già investiti a Sud (vedi Napoli-Bari). Capite bene, quindi, come il 40% sia un dato falsato. E si tira indietro, il governo, anche da un auspicabile intervento pubblico che, con le risorse europee in campo, potrebbe conferire un forte slancio alla ripresa produttiva. Del resto da questo esecutivo e dai suoi componenti non potevamo aspettarci altro. Lo stesso presidente dell’Unione Industriali Napoli, Maurizio Manfellotto, quantifica in oltre un centinaio di miliardi le opere cantierabili subito a Mezzogiorno e fa notare come il rilancio degli investimenti nella nostra area possa trasformarsi nel breve periodo in un valore aggiunto se correlato a misure compensative dei danni indotti da politiche economiche nazionali che, da almeno un decennio, hanno fortemente penalizzato il Sud. Ma su questo fronte abbiamo già sperimentato la sordità governativa che addirittura ha fatto slittare il termine per la perequazione infrastrutturale da giugno a fine novembre 2021 (se mai sarà completata). Senza contare la premialità, prevista dai progetti, per la ripartizione delle risorse nelle aree più attrezzate attraverso subdole variabili che considerano la densità delle unità produttive presenti sui territori, piuttosto che gli interventi per far crescere quelle con maggiori potenzialità. Niente di nuovo: i soldi vanno a chi già ce li ha.

Visione e resilienza, dunque, sono parole che, stando così le cose, per il governo dei migliori tra i peggiori, avranno diversi significati a seconda che si riferiscano al nord o al Sud. Nel primo caso infatti alla visione corrisponderà una concreta quanto oggettiva disponibilità finanziaria e alla resilienza una ripresa immediata, diretta conseguenza dei soldi investiti. Nel secondo, invece, alla visione corrisponderanno faraonici e visionari progetti (figli di altrettante menti) perché non supportati da adeguati investimenti, mentre alla resilienza corrisponderà la capacità che la popolazione meridionale dimostrerà nel tentativo di sopravvivere ai traumi dell’ennesima ingiustizia subita.    

d.A.P.

Condividi questo articolo
  •  
  •   
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

undici − otto =