Non sono le opere da commissariare, ma il ministero.

Il presidente Conte tolga le fette di prosciutto dagli occhi e si renda conto della faziosità e dell’irresponsabilità con le quali Paola De Micheli sta dirigendo il ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

Ciò che alla semplicità di giudizio propria di un bambino risulterebbe lampante e ragionevole, dalla malizia e dalla disonestà di un adulto verrebbe sistematicamente occultata per il proprio tornaconto: la Verità!

No, non il giornale (?) di Belpietro (che, nonostante il nome, il più delle volte mente sapendo di mentire), ma la VERITA’ che l’intero establishment governativo italiano si ostina a non voler vedere: il paese DEVE ripartire da Sud.

Abbiamo tutti assistito alla fiera del dilettante quando sono state pubblicate le linee guida del PNRR (piano nazionale ripresa e resilienza) dove non si accenna al ponte sullo stretto con annessi e connessi, ma si parla di opere immediatamente cantierabili che guarda caso sono in prevalenza a nord; dove l’equità territoriale è posta in terza posizione dietro a quella sociale e di genere che invece ne sono dirette conseguenze (cap. II.2.5)! Perché se non permetti al territorio di riprendersi economicamente , attraverso politiche mirate ed adeguate, quale utilità possono riscontrare le solite attività di formazione dei lavoratori e dei cittadini inoccupati?

Ebbene, non paghi di aver dato il meglio di sé con il PNRR, i nostri governanti hanno aggiunto il carico con la ministra De Micheli, la quale ha consegnato al presidente Conte la lista di 50 opere da realizzare, attraverso il loro commissariamento, per un totale di 42 miliardi di cui poco più di 15 a Sud. Tuttavia se si approfondisce (neanche tanto) l’argomento si scopre che a Mezzogiorno sono più le caserme da ristrutturare di quanto non siano le strade e le ferrovie da costruire! Come dire: lì sono tutti delinquenti, meglio premunirsi. In realtà credo che la cosa abbia un senso perché se le opere più importanti sono, per fare un esempio, i 160 km della linea ferroviaria Fortezza – Verona (3.371 milioni, fate voi i calcoli a Km), allora, oltre alle caserme, a Sud serviranno carceri … perché sarà rivoluzione!

Ci stiamo sgolando nel ripetere incessantemente a questo governo che i soldi del RF devono essere spesi con criterio (quello europeo) anche e soprattutto perché la parte più cospicua la riceviamo in prestito da restituire con gli interessi. Bassi quanto volete, ma pur sempre di interessi si tratta! Ragion per cui se non si innesca un ciclo virtuoso (aggettivo che tanto amano usare a nord) che faccia crescere tutti gli indicatori economici, l’Italia affogherà nel suo debito pubblico.

Se non si investe il 70% del RF a Sud, come richiesto dall’UE, il destino italiano è segnato. Il presidente Conte tolga le fette di prosciutto dagli occhi e si renda conto della faziosità e dell’irresponsabilità con le quali Paola De Micheli sta dirigendo il ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

Ne va del futuro dell’intero paese!

d.A.P.

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