Piovono soldi, ma sempre a Nord.

La ministra De Micheli stanzia un miliardo per opere inutili approfittando delle olimpiadi invernali.

Piovono soldi al Nord e non è mai un caso quando accade. Perché loro sono più bravi, hanno tanta iniziativa e sono soprattutto virtuosi. Quindi vanno premiati. E gli altri se ne facciano una ragione; dovranno rimboccarsi le maniche e raggiungere il loro livello per essere degni di considerazione. Sono certo siano questi i criteri per i quali la ministra delle infrastrutture e dei trasporti del Nord Paola De Micheli abbia firmato il decreto che finanzia con un miliardo di euro le opere infrastrutturali per i giochi invernali del 2026.

Ormai non si fa neanche più fatica a crederlo tanto è plateale e spudorata l’attitudine della vispa Teresa a fermarsi al massimo a Bologna quando c’è da mettere mano al portafogli.

Tuttavia vale la pena ricordare che il 24 giugno 2019, quando il Comitato Internazionale Olimpico assegnò a Milano e Cortina lo svolgimento delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi invernali, i governatori Zaia e Fontana si affrettarono a proclamare solennemente che per questo evento il lombardo-veneto non avrebbe chiesto un euro.

Ci siamo ritrovati un’apina laboriosa al MiT che passando di fiore in fiore elargisce euro a nord est e a nord ovest. Potremmo, senza sbagliare, chiamarlo assistenzialismo orizzontale, tipico del moto monodimensionale della ministra.

E Danilo Toninelli, all’epoca ministro, deve averci creduto davvero tant’è che non ha mai previsto l’approvazione di una legge olimpica. Poi però sappiamo com’è andata a finire e ci siamo ritrovati un’apina laboriosa al MiT che passando di fiore in fiore elargisce euro a nord est e a nord ovest. Potremmo, senza sbagliare, chiamarlo assistenzialismo orizzontale, tipico del moto monodimensionale della ministra.

La legge olimpica, infatti, approvata dal Parlamento il 6 maggio scorso, non solo detta disposizioni per l’organizzazione dei giochi invernali Milano-Cortina, ma anche per le finali ATP di Torino 2021-25. Essa prevede la costituzione della società Infrastrutture Milano-Cortina 2026 Spa che avrà come scopo la realizzazione, in qualità di centrale di committenza e stazione appaltante, di 41 opere “olimpiche”, 25 essenziali, 13 connesse e 3 di contesto. Vediamole insieme, allora:

-Superstrada Vigevano Malpensa (attualmente fermata dal Tar che ha bocciato la delibera del Cipe);

-Aeroporto internazionale della Malpensa: potenziamento del Terminal 2;

-Adeguamento logistico e tecnologico del collegamento fra l’aeroporto e la stazione di Milano Centrale;

-Linea ferroviaria Milano-Sondrio-Tirano: acquisizione di dieci nuovi treni;

-Collegamento lungo l’asse Lecco-Bergamo (opere connesse);

-Completamento Pedemontana lombarda (opere connesse);

-Prolungamento della M4 da Linate a Segrate (opere connesse).

1 miliardo di risorse pubbliche stanziate per infrastrutture superflue, tra le quali non poteva certo mancare la pedemontana di turno.

Spero voi troviate qualcosa di olimpico in tutto questo, perché io ci vedo solo soldi giustificati in un modo e spesi in un altro: alla Lombardia 473 milioni, al Veneto 325, alla Provincia Autonoma di Bolzano 82 e 120 milioni a quella di Trento… 1 miliardo di risorse pubbliche stanziate per infrastrutture superflue, tra le quali non poteva certo mancare la pedemontana di turno, in una zona del paese che gode già di un’ampia rete di collegamenti, pagata anche da noi, mentre in un’altra per percorrere 400 km, da Trapani a Messina, ci si impiega 9 ore.

Ma, per dirla con Gioele Dix, quello che fa più incazzare sono le dichiarazioni e la faccia tosta della ministra del Nord quando afferma che “Con il Decreto Olimpiadi faremo compiere un salto di qualità infrastrutturale a una delle aree più sviluppate del Paese con una ricaduta importante per la qualità della vita delle persone e anche un miglioramento competitivo per le imprese. Le opere finanziate servono a potenziare l’accessibilità e i collegamenti in vista del grande appuntamento internazionale, ma sono state concepite per mantenere la loro utilità nel tempo, anche dopo il 2026, e verranno realizzate nel segno della piena sostenibilità ambientale”.

Dichiarazioni in stile proclama che non rendono giustizia a coloro che vivono nelle zone difficili del paese e per i quali sicuramente sarebbero utili e proficue infrastrutture che mantengano la loro utilità nel tempo e che abbiano un impatto fondamentale sulla loro vita.

Ma stiamo parlando della De Micheli, quindi non ci stupisca l’improprio uso che fa della logica relativamente ad eventi simili: se si svolgono a Nord l’occasione fa l’uomo ladro e si finanzia il superfluo; a Sud invece non si svolgono affatto perché le infrastrutture mancano e l’occasione per realizzarle fa l’uomo ladro solo a Nord.

Cos’è l’assistenzialismo? Meditate, gente, meditate.

d.A.P.

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