Se il buongiorno si vede dal mattino, per la Carfagna è buio pesto.

Piercamillo Falasca nominato consigliere della ministra.

Era nell’aria. Con le nomine dei sottosegretari, il governo Draghi si conferma il governo Bocconi/Lega antimeridionale per antonomasia. E non solo. Per quel che ci riguarda più da vicino, la nomina di Piercamillo Falasca a consigliere della ministra per il Sud e la coesione sociale è un pugno nello stomaco. Bocconiano anche lui, Falasca, meridionale nato a Sarno, è fiero sostenitore dell’emigrazione come emancipazione del meridionale tipo dalle consuetudini del posto fisso, del favore o del permesso.

Coloro che abbandonano il Sud per trasferirsi altrove sono da lui considerati una sorta di nuovi rivoluzionari che affermano la loro indipendenza. Un’altissima coscienza critica deve averlo condotto a questa conclusione, la stessa che gli fa teorizzare che, una volta lasciato il Sud, questa evoluzione della specie formi una sorta di governo meridionale in esilio capace di diffondervi, non si capisce come, la cultura del merito e della legalità. Falasca, perdoni l’ardire, ma lei ha mai chiesto ad un meridionale se è contento di aver lasciato la sua terra per lavorare altrove?

In attesa della risposta, sappiate che il nostro ha anche teorizzato il federalismo fiscale come unica salvezza per il Mezzogiorno, palla al piede dell’economia italiana. L’ideona del bocconiano per risolvere la questione meridionale, sarebbe far accettare al Sud la sfida della competizione tra territori senza invocare per sé una equa redistribuzione delle risorse. In cambio della riforma federalista, a Sud bisognerebbe abbattere per dieci anni l’imposta sul reddito di impresa per chi vi investe. Della serie, caro Nord prenditi pure tutto il malloppo, porta qui le tue imprese per dieci anni, non pagare le tasse, e alla scadenza togli senza indugio le tende e lascia il deserto.

Secondo Falasca attraverso queste misure il Sud si trasformerebbe nella nuova Irlanda, dimenticando però che l’ascesa della tigre celtica negli anni ‘90 del secolo scorso, non è solo frutto della decontribuzione fiscale al 10%, bensì di una politica economica di impronta britannica basata sull’accentramento a Dublino delle grandi multinazionali dell’ICT e dell’e-commerce che poco o nulla ha concesso alle zone periferiche dell’isola, se non il turismo. Al quale, tuttavia, il governo irlandese concede cospicui fondi in egual misura a tutte le contee riconoscendo l’importanza del settore per il loro sviluppo economico. Decisamente il contrario del federalismo fiscale e delle sue teorie razziste.

Ecco, Mara Carfagna ministra per il Sud e la coesione sociale, avrà come consigliere Falasca. Del resto se a Giannola è stata preferita lei, scelte migliori non potevamo attenderci dalla sua competenza in materia e dalle prospettive di un governo nato palesemente per gestire a Nord i soldi del Recovery Fund, piazzando a Sud i suoi terroni da cortile che si accontenteranno, al solito, dell’ennesimo rabbercio di belle parole e infinite speranze contornate da poche sostanze. Disposti a tutto, insomma, purché il loro orticello sia sempre ben curato, sebbene a Sud sia, sempre di più, buio pesto.

d.A.P.

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