Siamo ostaggio del Papeete e del mezzo sigaro toscano.

Ma chi gioca a fare il divo sulla pelle altrui non merita rispetto.

Cosa penseranno di noi in Europa di fronte alla genialata del mezzo sigaro toscano? Tutto il peggio e anche di più se in dirittura di arrivo per la presentazione del piano del Recovery Fund, per quanto avulso nelle cifre, nella destinazione dei fondi, penalizzante ancora una volta per il Sud, quindi perfezionabile, un signorotto borghesuccio e con la puzza sotto il naso che da sondaggi gode di meno del 3% delle preferenze nazionali si permette di aprire una crisi di governo in piena pandemia. Il giudizio sarà unanime e decisamente non positivo. Siamo ostaggio di un 3 % espressione del seguito di tutti coloro che sotto Natale hanno portato ossequiosi auguri all’altra metà del sigaro che si trova a Rebibbia per scontare una pena di 6 anni e 6 mesi per la bancarotta del Credito Cooperativo Fiorentino. Espressione del peggior potere bancario, immobiliare e (conf)industriale. Quello che non produce ma arricchisce sé stesso sulla pelle dei contribuenti.

Di Matteo in Matteo ci ritroviamo perciò punto e accapo con l’aggravante della pandemia e di avere a che fare con una mente malata che dopo aver aperto la crisi ha la faccia tosta di sostenere di non avere pregiudiziali per un Conte ter purché il Meccanismo Europeo di Stabilità rientri nei progetti. Queste dichiarazioni non meritano rispetto, quello stesso rispetto che il popolo italiano si è visto negare dal mezzo sigaro toscano.

Che, badate bene, è solo la testa di ponte di una realtà politica (?) molto più ampia che il MES lo vuole eccome. Si chiama Partito Unico del Nord che ha fra i suoi più leali servitori tantissimi esponenti del Partito Democratico che ai tempi dell’opposizione, con Zingaretti in testa, sbandierava quel vessillo. Basti pensare che lo stesso Gualtieri, in una recente dichiarazione, si è espresso favorevolmente al MES, sebbene non lo reputasse opportuno ai fini della coesione in maggioranza (M5S).

E il mistero è presto svelato se si considera che a Rebibbia si è presentato per gli auguri anche il re delle cliniche romane il forzista Antonio Angelucci. Il MES occorre per rifinanziare con partite di giro tutta la sanità privata, messa anch’essa a dura prova dalla pandemia, ma al tempo stesso causa della sua espansione al centro nord. E a pagare saranno sempre gli stessi, cioè non loro! Che sia l’autonomia differenziata o il MES, di Matteo in Matteo nell’Italiella del PUN gli interessi di pochi continuano a fare il bello e il cattivo tempo giocando con le vite degli altri.

d.A.P.

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