Tertium non datur!

I gruppi parlamentari hanno preparato l’incontro tra Di Maio e Zingaretti di questa sera. Nulla di insormontabile, si dice, ma la premiership di Conte non può e non deve essere in discussione.

All’indomani delle consultazioni al Quirinale, è già tempo di trattative tra 5 stelle e PD. Ieri sera si sono incontrati il capo politico del movimento e il segretario dem. A tema il premierato, che Di Maio vorrebbe affidare di nuovo a Conte, mentre Zingaretti no. Tuttavia, chi si dichiara disponibile ad allearsi con una fazione politica che ha la maggioranza relativa in Parlamento, e poi vuole anche dettare le condizioni, opposte e contrarie a quelle della maggioranza stessa, deve vivere sulla luna. Se anche Renzi ha accettato Conte come premier, allora la domanda sorge spontanea: Zingaretti vuole governare e contribuire al cambiamento dell’Italia o semplicemente vuole diventare insignificante opposizione al prossimo governo Salvini? Tuttavia non si tratta di mettere in piedi un governo contro la Lega Nord, bensì di realizzare qualcosa di importante per il paese che a lungo andare, e con i dovuti distinguo, potrebbe giovare ad entrambe le fazioni in gioco. Per far ciò è imprescindibile che si lascino fuori dalla porta delle trattative, gli interessi personali. Quindi si spera vivamente che qualcuno tolga i paraocchi a Zingaretti e Gentiloni e gli faccia comprendere che scelta migliore non esiste. E non esiste per il semplice fatto che non c’è una figura altrettanto capace, stimata, rispettata, autorevole e istituzionalmente corretta che non sia Giuseppe Conte. Di grazia Zingaretti ci dica chi proporrebbe a Palazzo Chigi? Quale altro nome nell’attuale panorama politico italiano potrebbe esserne all’altezza? Gentiloni, forse? Cioè colui che nel febbraio 2018 ha dato il via, senza neanche preoccuparsene, al processo della ruberia differenziata nordista? Abbia pazienza! Se poi il niet a Conte scaturisse da mere questioni personali, allora il PD non si dimostrerebbe diverso dalla Lega Nord; se il no del segretario dem a Conte è finalizzato a far morire, appena nata, la trattativa al fine di eliminare i renziani dal Parlamento, allora Zingaretti non è diverso da Salvini. In altri tempi, la vecchia politica non avrebbe volato tanto basso e si spera non siano queste le figure politiche a battere tutti i record. I 5 stelle stanno tentando di portare la nave in porto, seppur con tutti i loro limiti ed errori commessi, mentre il segretario dem, ossessionato del volersi smarcare da Renzi a tutti i costi, perde di vista che proprio il PD potrebbe essere il vero tratto discontinuo di questo nuovo esecutivo. Eppure un governo tra esperienza, PD, e spregiudicato idealismo, M5S, sarebbe un mix vincente. È in gioco l’Italia, signori; sono in gioco gli interessi degli italiani, dei poveri come dei ricchi, degli impiegati come degli imprenditori. In questo momento storico, in una congiuntura economica che si preannuncia sempre più sfavorevole, l’Italia, tutta, e specialmente il Sud, necessitano di stabilità e certezze. È il momento di deporre i vessilli degli interessi di partito e guardare a qualcosa di più grande, di più elevato, che ispiri le prossime mosse per risolvere la crisi. È il momento di essere, o perlomeno di dimostrarsi, statisti, al di sopra dell’interesse di partito. È il momento, per tutti, di non essere Matteo Salvini.
Le ipotesi, quindi, caro Nicola Zingaretti sono semplici e sono due: governo con i cinque stelle e Conte Premier, oppure governo Salvini dopo elezioni in autunno, del quale ti assumerai la piena responsabilità. Tertium non datur!
d. A. P.

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