Nella notte, come un ladro, passa in via definitiva alla Camera, con il fondamentale avallo dei terroni da cortile, la PORCATA LEGHISTA meglio conosciuta come Dl Calderoli ovvero AUTONOMIA DIFFERENZIATA.

Di Paolo Nino Catileri

Nella notte, come un ladro, è passato alla Camera in via definitiva la PORCATA LEGHISTA meglio conosciuta come Dl Calderoli ovvero AUTONOMIA DIFFERENZIATA.

È passata, ovviamente, con la complicità dei deputati meridionali, terroni da cortile dei partiti del Nord. Chiunque voglia può trovare i loro nomi e le loro facce sui siti istituzionali del Parlamento Nord Italiano. Non è necessario pubblicarli qui. Magari molti di quelli che ora leggono li hanno anche votati e a loro vanno le nostre più sentite condoglianze. Perché oggi si celebra il funerale del Sud.

Tuttavia, al di là delle gravi responsabilità dei terroni da cortile, c’è da segnalare la sterile, finta, quanto inutile opposizione delle opposizioni. Val la pena, infatti, ricordare che il tutto è cominciato con una altrettanto furtiva manovra del maggiore partito di opposizione odierno (il PD) che, al governo con Gentiloni nel 2018, alla vigilia del voto diede il via libera alla Autonomia Differenziata.

Pertanto, temo, a ragion veduta, che le forze di opposizione si oppongano alla PORCATA solo per fare proselitismo a Sud, così come nel 2018 tentarono, senza riuscirci, di fare proselitismo al Nord; nessuna concreta iniziativa, al di là qualche manifestazione come quelle già viste, verrà intrapresa.

Dove voglio arrivare? Semplicemente alla conclusione che quando il Sud, con il taglio di risorse inflittogli grazie alla PORCATA FASCIO-LEGHISTA, sperimenterà l’impossibilità, da qui in avanti, di garantire ai prorpi cittadini i servizi essenziali come istruzione, sanità, servizi sociali e ai disabili, infrastrutture, trasporti eccetera, allora il Nord dal “buon cuore” verrà in soccorso del Sud incapace e “privatamente” gli fornirà, a pagamento s’intende, tutti i servizi di cui ha bisogno. E così ci derubano due volte: la prima trattenendo per sé le risorse del Sud che poi reinvestiranno per fornire al Sud i servizi che il Nord gli ha sottratto.

Insomma, non nascondiamoci dietro un dito: il vero progetto è questo! La desertificazione demografica del Sud e la svendita di tutto il territorio meridionale al privato nordista. Chi non lo capisce o è poco avveduto o del tutto in malafede.

Il fatto è che la PORCATA è stata organizzata alla perfezione e difficilmente un referendum potrà sovvertire l’andazzo delle cose. Se le opposizioni volessero davvero fare qualcosa l’unica via sarebbe la Corte Costituzionale … ma anche lì potrebbero esserci “infiltrazioni”.

Cosa resta da fare? Nulla! O per lo meno mettere in pratica quello che molti di noi da anni predicano nel deserto: creare una rappresentanza meridionale e meridionalista, ampia e seriamente rappresentativa del territorio; occorre unire tutte le forze sparse e divergenti a mezzogiorno sotto un unico progetto: prima la Macroregione e poi la SEPARAZIONE! Questa, adesso, è l’unica alternativa perché di fatto una separazione c’è sempre stata ed ora è stata certificata. Certificata soprattutto dal fatto che la PORCATA è stata approvata senza prima definire i LEP, altra dimostrazione del fumo gettato negli occhi ai terroni da cortile dal Comitato per i Livelli Essenziali delle Prestazioni – CLEP (Cassese si faccia una domanda e si dia una risposta).

Di fatto quindi l’Autonomia Differenziata parte con i parametri della spesa storica e se i LEP non verranno definiti entro un periodo certo, la spesa storica sarà l’unico parametro per il trattenimento delle risorse del Sud a Nord.

In conclusione, è bene che ogni meridionale VERO sappia che finché una forza politica TERZA non prenderà una netta posizione SUDISTA nei confronti dei governi coloniali, nessuno tra i partiti tradizionali si muoverà per il Sud.

Il timore, per non dire la certezza, è che una simile forza possa nascere solo quando a Sud si sperimenteranno la miseria sociale, il disagio economico, la totale emigrazione giovanile e universitaria, una sanità appannaggio dei ricchi. A questo siamo destinati e solo quando le previsioni diventeranno realtà, purtroppo, il Sud si ribellerà. Occorrerà molto, ma molto tempo e quando accadrà sarà una dura lotta invertire la rotta intrapresa oggi.  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

5 × 1 =