A Caivano e sui tg nazionali, che lì avevano appuntamento, va in scena la ridicola pantomima del governo.

di Paolo Nino Catileri

Udite, udite, questa mattina, di buon’ora, maxioperazione di “bonifica” a Caivano voluta dal governo che non fa sconti, se non per sé stesso, condotta da oltre 400 uomini delle forze dell’ordine congiuntamente agli operatori Rai.

Eh sì, perché la messa in scena doveva assolutamente essere ripresa e trasmessa da tutti i Tg affinché mai si potesse dire che lo stato fosse assente di fronte ai recenti fatti del Parco Verde.

Assente come quando il diciannovenne Antonio Natale fu ucciso e sepolto in un terreno agricolo dal suo stesso clan per un ammanco; assente come quando Fortuna Loffredo e Antonio Giglio furono prima abusati e poi uccisi.

E chissà quante altre ancora sono le vittime, ma ci sono voluti anni di violenza e l’ultimo fatto di cronaca relativo alle due cuginette per scatenare il sensazionalismo di stato e televisivo, sebbene i risultati di tale operazione in pompa magna siano stati più che ridicoli: sequestrati 34mila euro in contanti, poche cartucce (170 di vario calibro), due ordigni, di cui uno rudimentale, tre armi bianche (un coltello, una mazza da baseball e un arco), ben cinque bilancini di precisione, e l’ingente, si fa per dire, quantità di droga, che non arriva nemmeno a un chilo: 375 grammi di marijuana, 408 grammi di hashish e 28 grammi di cocaina. Denunciate tre persone per contrabbando di sigarette (trovati con ‘oltre’ 5 chili di tabacchi lavorati esteri) e sequestrato materiale per il confezionamento della droga.

Quella che le forze dell’ordine classificano come un’operazione ad “alto impatto” consistente nell’accerchiamento di una precisa zona con posti di blocco e perquisizioni a tappeto in appartamenti in disuso, aiuole e scale condominiali, oltre al controllo di persone sottoposte agli arresti domiciliari e che generalmente viene condotta da un numero ristretto di uomini, è stata spettacolarizzata in funzione della propaganda di governo…neanche Goebbels avrebbe fatto meglio.

Una messa in scena che si traduce in un pizzicotto alla camorra, che se ne farà una ragione, ma che non risolve i nodi di prevenzione, riqualificazione del territorio attraverso asili nido, mense scolastiche e tempo pieno, strutture ricreative e sportive, lavoro e dignità per le famiglie. Di tutto ciò, manco a parlarne.

È fondamentale comprendere come ad abusare delle bambine non sia stata la camorra, ma adolescenti e coetanei, magari appartenenti ai clan, che hanno agito da soli e ripetutamente. Gli affari di camorra sono ben altri, ma la camorra esiste perché esistono disagio sociale e assenza di prospettive che nei ragazzi si manifestano attraverso gli episodi di Caivano. È come un cane che si morde la coda: se lo stato non interviene “normalizzando” le condizioni di vita dei propri cittadini l’anormalità diventa normalità che conduce l’essere umano a perdere la propria dignità e a non riconoscere quella altrui.

Il governo, invece, vuole “bonificare” … come se si trattasse di una palude; mai termine fu più offensivo nei confronti delle persone oneste che pure vivono nelle zone incriminate. La camorra non si combatte con la forza, bensì sottraendole la manovalanza dei giovani, offrendo loro prospettive e dignità.

Ma la politica dei governi italiani nei confronti del Sud è sempre andata, e ancora va, nella direzione opposta. Il Sud è colonia dove lo stato fa sentire la sua presenza attraverso esercito e stato di polizia e non garantendo pari opportunità ai meridionali come ai settentrionali.

Finché la storia andrà avanti in questo modo assisteremo ad altre violenze, ad altre passerelle, ad altra propaganda e spettacolarizzazione, per non parlare dello sputtanamento…il tutto a vantaggio della solita parte del paese.

L’appuntamento, dunque, è al prossimo episodio di violenza.

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