Sessanta milioni. Tanto è costata finora la stazione AV di Afragola. Inaugurata in tutta fretta (e non se ne capisce il motivo…o forse sì) il 6 giugno scorso, è diventata fonte di polemiche e inchieste giornalistiche e giudiziarie. Tuttavia le variabili da considerare per esprimere un giudizio sulla sua realizzazione e specialmente sulla sua utilità, sono molteplici e non di facile lettura. In primo luogo dobbiamo affrontare i soliti commenti denigratori che sempre accompagnano le opere realizzate a Sud. Accadde per la metropolitana di Napoli, riqualificata, ampliata nelle linee di comunicazione e maggiorata nei servizi tanto da essere definita (in particolare la stazione di Toledo) la più bella d’Europa dal Daily Telegraph, il cui giudizio fu mal digerito da certa stampa. Lo stesso Daily ha definito il nuovo hub campano realizzato dall’architetto Zaha Hadid il più bello d’Europa. E di nuovo è montata l’invidia di alcuni che però nel caso specifico affonda le sue radici su fatti o presunzioni ben più gravi. Personalmente non ritengo la realizzazione di Afragola una strategia vincente per una serie di motivi, ma certamente, se è da contestare, le ragioni vanno ben al di là della semplice architettura. Un primo fattore da considerare è il misero fallimento della politica: non si doveva infatti arrivare all’inaugurazione di un’opera simile, senza avere la benchè minima idea di ciò che si vuole o si deve realizzare intorno alla stazione. Tuttavia se lo stesso Ennio Cascetta ex assessore regionale e collaboratore, tra i più qualificati, del ministero dei trasporti afferma in un’intervista al Corriere del Mezzogiorno che “da Afragola non passeranno molti treni” e anche che «ad Afragola non nascerà alcun treno» allora la difficoltà di una seria programmazione su cosa dovesse nascervi a corollario è comprensibile. Ma ancora più legittima sarebbe la domanda sul senso di questi sessanta milioni di euro di cemento in mezzo alle campagne, visto che Afragola non sostituirà Napoli. Se poi consideriamo che la corte dei conti l’ha inserita anche nella voce “spesa pubblica superficiale” il cerchio si chiude sul giudizio funzionale e logistico da esprimere con buona pace di coloro che ne apprezzano il valore simbolico. Eh sì, perché un simbolo da sessanta milioni, sa tanto di presa per i fondelli al contribuente. Quali ricavi conta di realizzare RFI con un’ulteriore stazione di passaggio verso Napoli che aumenta i tempi di percorribilità dei treni AV? A Roma-Tiburtina transitano 400 treni al giorno; a Napoli-Garibaldi 500; ad Afragola appena 36. Andrà forse meglio un domani con l’apertura della tratta Napoli – Bari? Forse, ma quanto dovremo attendere per questo domani? E sarà molto meglio? Ne dubito. Intanto il serpentone giace lì, in mezzo alle campagne “irraggiungibile, perché il collegamento con la metropolitana regionale non è mai stato realizzato; lontana, perché fino all’ultimo c’è stata incertezza su chi e come avrebbe provveduto ai collegamenti su gomma; inaccessibile, perché gli svincoli stradali sono solo vagamente ipotizzati” (Marco Demarco – Corriere del Mezzogiorno 10/06/2017).  E si suppone costruita sopra i rifiuti tossici sversati dalla camorra. Un’inchiesta di Francesco Celardo su Corrierequotidiano.it, portò alla luce un carteggio tra RFI e istituzioni ambientali locali dal quale emergeva il preoccupante sospetto di controlli non approfonditi sull’area interessata ed in particolare su uno dei parcheggi. Così il procuratore di Napoli Nord Francesco Greco faceva sequestrare il parcheggio e richiedeva i carotaggi per l’analisi del sottosuolo. Il sospetto diventa ancora più giustificato se si pensa, come riportato da Il Fatto Quotidiano del 23 giugno, che la Procura ha chiesto alla Forestale i documenti su un sequestro giudiziario di rifiuti avvenuto in quelle aree nel 2007 del quale però è sparita ogni traccia cartacea. Come furono smaltiti quei rifiuti? E c’è di più. Un secondo filone di indagini starebbe portando alla luce, fatto davvero singolare, come RFI abbia costruito senza i permessi necessari approfittando delle lungaggini burocratiche delle amministrazioni locali: tra i documenti mancanti ci sarebbe addirittura quello riguardante il rischio sismico e vulcanico! Diventa allora legittimo chiedersi perché non si siano attese le dovute autorizzazioni per costruire; diventa legittimo chiedersi perché il problema dei rifiuti sia emerso a giochi conclusi e non prima; legittimo anche chiedersi perché tanto sperpero si denaro pubblico per inchieste della magistratura evitabili se si fossero seguite in piena regola le procedure; legittimo soprattutto chiedersi cosa realmente sia e a chi serva l’alta velocità di Afragola.

All’ultima domanda posso rispondere secondo coscienza; alle altre no! Posso solo dire che non sarà la prima né l’ultima volta che al Sud, se i sospetti delle inchieste verranno confermati dalle indagini postume, si verificheranno episodi del genere grazie al collaborazionismo ambivalente dei politici locali.

Afragola è il simbolo del “saldo” che lo stato italiano, secondo il pensiero governativo, ha finalmente chiuso nei nostri confronti. La politica nazionale e locale, attanagliata dai rimorsi, crede di essersi sdebitata con la popolazione del nord-est di Napoli costruendo una cattedrale nel deserto, lì dove fino a pochi anni fa si sversavano rifiuti tossici: roba neanche da prima repubblica!

Sessanta milioni sarebbero stati utili per risanare le strade di tutto l’hinterland e invece sono andati a finire in mezzo alle campagne a coprire le nefandezze dei politici corrotti; sessanta milioni avrebbero creato lavoro in quelle zone prevedendo, per esempio, la realizzazione di attrazioni (come Disneyland di cui si parlò per anni e poi andò a Parigi) che avrebbero creato indotti di vario genere dal turistico al logistico e invece sono serviti a pagare l’ATI Astaldi-NBI di Bologna. Altri soldi al Nord. Il gioco è sempre lo stesso.

L’AD di RFI Maurizio Gentile su “Il Sole 24 Ore” del 6 giugno afferma che nel 2022 “con l’attivazione della nuova linea Napoli -Cancello, saranno attivati collegamenti diretti anche con Bari e Foggia. Nello stesso periodo si realizzerà anche l’interconnessione con la Circumvesuviana e altre linee regionali. Le risorse per il completamento sono disponibili, trattandosi di opere finanziate da Fs secondo la legge del 2007”.

Signori si accettano scommesse: il 2022 non è poi così lontano!

d.A.P.

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