Tutti osannanti per la Schlein. Ma la strada del rinnovamento non è scontata.

di Paolo Nino Catileri

Evviva Elly. Perché è contro le diseguaglianze, è contro il riscaldamento globale, è per la democrazia e contro la marginalizzazione delle fasce deboli della società. Insomma, il buono e nuovo che avanza ponendo nelle retrovie l’establishment di un partito sempre più scimmiottatore della Lega. Paladina della giustizia sociale e climatica, della sanità pubblica e del lavoro, paladina delle aree interne e montane, del salario minimo e del cambiamento. E poi tanti saluti e ringraziamenti.

Ecco la sintesi della conferenza stampa di Elly Schlein neosegretaria del PD. Non una parola sull’autonomia differenziata. Eppure, solo pochi giorni fa, chiudendo la sua campagna elettorale a Palermo, aveva dichiarato: “Ho voluto chiudere la mia campagna proprio qui a Palermo per lanciare, se sarò segretaria, la battaglia contro l’autonomia differenziata. Non vorremmo un partito su questo argomento titubante o con qualcuno che ancora dice, come qualche presidente di Regione del Pd, che bisogna solo modificarne alcuni aspetti. Credo dobbiamo rigettarlo con forza”.

E le hanno dato credito, almeno stando ai primi dati. In Sicilia e a Napoli la Schlein vola. Ciò nonostante, in conferenza stampa dimentica di lanciare la battaglia promessa in campagna elettorale. Ci ha girato intorno citando le fasce deboli della società, le aree interne e montane, ma nessuna dichiarazione esplicita contro il ddl Calderoli.

In effetti come avrebbe potuto farlo? La Schlein non può dimenticare che dei 107 parlamentari piddini circa 66 sono di area Bonaccini, quindi ex renziani che hanno vedute identiche al Terzo Polo circa la secessione dei ricchi. E proprio Azione, con Calenda, dichiarando stamattina che il PD, con la Schlein, si è radicalizzato su posizioni populiste e radicali, di fatto apre loro le porte del Terzo Polo per costituire il partito unico dei riformisti, liberal democratici e popolari. Potrà permettersi, la Schlein, una eventuale simile emorragia in parlamento “solo” per mantenere le sue posizioni sull’autonomia differenziata?

Per la Schlein, dunque, il primo bandolo da sciogliere sarà capire se fermarsi alla modifica del ddl Calderoli oppure lavorare per la sua totale abolizione. In entrambi i casi la neosegretaria perderà dei pezzi, il che lascia presupporre un certo “risaputo” immobilismo piddino che abbiamo imparato a conoscere bene in questi anni.

Tuttavia, nel merito dell’argomento noi altri qui a Sud abbiamo due certezze: fare affidamento sulla destra al governo è un suicidio, mentre, al momento, e a meno di clamorosi stravolgimenti, il Pd resta quel partito con il quale o senza il quale tutto rimane tale e quale.

La vera alternativa è, dunque, la terza opzione, che pian piano prende piede tra l’opinione pubblica del Sud: un partito da Sud, per il Sud come il Movimento Equità Territoriale.

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